Pakistan: I fondamentalisti islamici condannano la proposta del papa di abolizione della legge sulla blasfemia

Uno dei principali gruppi fondamentalisti pachistani, la Jamaat-e-Islami Pakistan, ha duramente condannato la richiesta di Papa Benedetto XVI di abrogare la legge sulla blasfemia. Questo è quanto presente su un comunicato pubblicato dal sito internet dell’associazione. Il segretario generale Liaquat Baloch definisce l’intervento del Pontefice come “una chiara interferenza negli affari interni e religiosi del Pakistan ed è un esplicito invito a uno scontro di civiltà tale da far precipitare il mondo intero nel baratro di una sanguinosa guerra”. Baloch ha poi ricordato che l’intera nazione è contraria ad ogni cambiamento della legge e che il grande corteo che si è tenuto a Karachi domenica scorsa dovrebbe servire da monito al governo che vuole modificare la normativa sotto pressione degli Stati Uniti. Ha inoltre aggiunto che se i governanti tenteranno di emendare la legge, “non solo perderanno il potere, ma non ci sarà scampo per loro nel Paese, e neppure Washington potrà venire in loro aiuto”.

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Ucciso il governatore del Punjab perché contrario alla legge sulla blasfemia

Salman TaseerIl governatore della provincia del Punjab, Salman Taseer, è stato ucciso a causa della sua opposizione alla controversa legge sulla blasfemia. Questo è quanto emerge dalla confessione dell’autore dell’omicidio, Malik Muntaz Hussain Qadri, guardia del corpo del governatore. Taseer sosteneva che la legge sulla blasfemia andava modificata per evitare abusi contro le minoranze religiose. In passato si era anche contraddistinto per alcune dichiarazioni contro i gruppi estremisti islamici attivi nella regione.

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Pakistan: Il governo non modificherà la Legge sulla blasfemia

Samsam BokhariIl governo del Pakistan non ha alcuna intenzione di modificare la legge sulla blasfemia. A dare questo annuncio è stato il vice-ministro all’Informazione, Samsam Bokhari, che ha dichiarato: “Non esiste alcuna proposta all’esame del governo per emendare la legge sulla blasfemia. La legge non verrà emendata e il governo non ha intenzione di modificarla”.
A novembre Sherry Rheman, musulmana e membro del Pakistan People’s Party, il partito di maggioranza, aveva presentato una mozione al Parlamento per eliminare la condanna a morte dal contestato provvedimento. Bokhari, a tal proposito, ha aggiunto: “Il governo non è preoccupato dalla presentazione di proposte al Parlamento, siamo la maggioranza e non sosteniamo questo emendamento”.

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L’Italia per Asia Bibi: Libertà, Giustizia, Diritti umani

Asia Bibi: Manifestazione del 26gennaioPubblichiamo il comunicato stampa redatto dal comitato promotore dell’iniziativa

Manifestazione il 26 gennaio a Roma per la cristiana condannata a morte in  Pakistan. Solidarietà da parlamentari, associazioni, mondo cattolico, altre comunità religiose

Libertà e giustizia per Asia Bibi; abolizione o revisione della legge sulla blasfemia in Pakistan; rispetto dei diritti umani fondamentali: è quanto chiedono i parlamentari, il mondo cattolico, altre comunità religiose, la società civile in Italia, annunciando una manifestazione a Roma il 26 gennaio 2011.

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L’Italia scende in piazza per Asia Bibi

La società italiana scende in piazza per lanciare un messaggio di solidarietà e vicinanza ad Asia Bibi. I parlamentari, il mondo cattolico, le altre comunità religiose, la società civile in Italia annunciano una manifestazione che si terrà a Roma, in Piazza Montecitorio, il 26 gennaio 2011, dal titolo “L’Italia per Asia Bibi: libertà giustizia, diritti umani”. Gli organizzatori chiedono la libertà per la donna cristiana; l’abolizione o revisione della legge sulla blasfemia in Pakistan; il rispetto dei diritti umani fondamentali. Intanto, in Pakistan, alcuni gruppi cristiani hanno annunciato cortei pacifici di solidarietà con la donna e di sostegno alla modifica della discussa legge, nonchè veglie di  preghiera.
Promotori dell’iniziativa italiana sono: l’Associazione Parlamentari Amici del Pakistan (con oltre 100 parlamentari di tutti gli schieramenti), l’Associazione di Cooperazione Internazionale Italia-Pakistan (Isiamed); l’Associazione Pakistani cristiani in Italia; Amnesty International -   Sezione Italiana; la Comunità di Sant’Egidio; la conferenza ’Religions for Peace’;  l’Umanitaria Padana Onlus; TV2000.

Ecco il servizio sulla manifestazione andato in onda nel telegiornale di TV2000 di ieri sera:

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Pakistan: un Natale sotto assedio per i cristiani

In Pakistan il 24 dicembre sara’ una giornata ad alta tensione. Mentre si attendono decisioni importanti dall’Alta corte di Lahore sulla sorte di Asia Bibi, proprio quel giorno si svolgeranno diverse manifestazioni. I fondamentalisti islamici hanno deciso – come forma di provocazione – di scendere in piazza la vigilia di Natale in difesa della legge sulla blasfemia; sul fronte opposto i cristiani che proprio durante il Natale torneranno a chiedere di cambiare una legge reputata ingiusta e oppressiva delle minoranze religiose.

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Pakistan: Campagna a favore della legge sulla blasfemia

Alcuni partiti islamici e gruppi religiosi hanno lanciato una campagna nazionale a sostegno della legge sulla blasfemia e proclamato una serie di dimostrazioni e scioperi generali. La decisione è stata annunciata ieri da Maulana Fazlur Rehman, il capo del partito islamico filo talebano Jamiat Ulema-e-Islma Fazl, che due giorni fa aveva lasciato la coalizione di governo in seguito allo scandalo che ha travolto un suo ministro. La prima manifestazione è per il 24 dicembre e la serrata il 31 dicembre. Rehman ha sottolineato che tutti i partiti religiosi sono compatti sulla questione, ovvero sono contrari a rivedere la legge sulla blasfemia. Il leader del Jui-f ha precisato che i militanti islamici “si opporranno in ogni modo” ai tentativi del governo di modificare la legge.

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